Faccio da ponte tra due mondi che di solito si guardano meno di quanto dovrebbero: il cinema, che pensa in inquadrature, e il digitale, che pensa in tre secondi prima dello swipe.
Io li ho fatti sedere allo stesso tavolo e per ora va bene così, nessuno si è ancora alzato.
Scrivo recensioni cinematografiche con lo stesso rigore con cui costruisco un piano editoriale per un festival del cioccolato, il che detto così sembra un controsenso ma funziona. Ho una laurea in Arti e Spettacolo, un Master in Storytelling, e la sospetta capacità di rendere interessante anche un comunicato stampa. Canva Pro e CapCut sono il mio banco di montaggio, li uso più o meno come si taglia un film: si decide cosa resta prima di decidere come si vede. Il tutto condito con un SANO USO dell'IA.
Il resto è dettaglio tecnico: SEO, calendari editoriali, contenuti che restano in piedi anche dopo il terzo secondo di attenzione. Il punto è uno solo, portare un po' di cultura vera dentro un mondo che vive di metriche, senza prendersi troppo sul serio nel farlo.